Laboratorio di Cortometraggi

Il laboratorio di cortometraggi a Cas’aupa nasce per un’esigenza pratica. Produrre audiovisivi è un lavoro di gruppo, che mette insieme diverse competenze. Ma come fare a incontrare a Udine qualcuno con lo stesso interesse per il cinema? Abbiamo creato questo gruppo per riunire nella stessa stanza persone che vogliono realizzare un cortometraggio. Il livello di esperienza e le capacità pratiche non contano.

Obiettivo del laboratorio: pensare, scrivere, produrre, montare e presentare insieme un cortometraggio alla fine di un percorso creativo, tecnico, promozionale e ovviamente di gruppo.
Ma non solo: oltre a questo progetto da fare insieme, vogliamo che cresca un network che conduca anche ad altri progetti paralleli e autonomi – anche per Cas’aupa, come video di concerti, backstage e chissà che altro. Girare corti non è solo questione di capacità creative e tecniche, ma è anche frutto di collaborazioni. E spesso di fortuna.

Primo incontro – 20 gennaio
Arrivano più persone di quelle che ci aspettavamo. Abbiamo due intenti per questa sera: riunire persone con capacità ed esperienze diverse e rompere il ghiaccio. Ci sediamo in cerchio. Sì, come nei gruppi di supporto: “Mi chiamo Mario e non giro un cortometraggio da sei mesi.” “Ciao, Mario.” Ci presentiamo e scopriamo che ci sono già tutti i ruoli per coprire una produzione cinematografica: sceneggiatori, registi, operatori, montatori, attori. Come ci aspettavamo, ne siamo compiaciuti. C’è chi fa teatro, chi usa abitualmente videocamere e microfoni, chi fa color editing. Perfino addetti alle pubbliche relazioni e madrelingua inglese che potranno dare consulenza con i sottotitoli. Non ci sono obblighi, ognuno farà quello che potrà quando e come potrà.
Parliamo un po’: meglio concentrarci prima a individuare il genere o il target? Quali sono le cose che ci servono e che non possono mancare? Quale contributo possiamo portare?

Per conoscerci meglio facciamo un giochino: appendiamo al muro dei fogli con 50 diverse affermazioni generiche (“Ha un cane”, “Ha vissuto a Londra”, “Odia la matematica”, ecc.). Poi ci intervistiamo a vicenda: “vince” chi trova più persone che corrispondono alle caratteristiche sul muro.
Decidiamo di fare una lista dei nostri indirizzi email e di creare un gruppo chiuso su Facebook per tenerci aggiornati e scambiare informazioni.
Ci diamo appuntamento dopo quindici giorni sperando ci sia lo stesso entusiasmo.

Secondo incontro – 3 febbraio
Stabiliamo un calendario di massima che discutiamo insieme. Prevediamo di arrivare con il film finito a ottobre di quest’anno. Nove mesi: praticamente una gravidanza. Contiamo di avere la sceneggiatura pronta ad aprile e di iniziare a girare tra maggio e giugno. Intanto dobbiamo trovare un’idea. Per farlo lavoriamo in gruppi misti.

Prima parliamo un po’ della struttura narrativa e dei tre atti. Poi discutiamo dei generi: commedia, dramma o altro? Siamo una dozzina questa sera. Ci dividiamo in gruppi di 4 persone e facciamo un brain storming appuntando potenziali idee per delle storie su dei post-it. Per aiutarci a partire o per sbloccare delle situazioni, usiamo degli spunti narrativi (immagini e frasi, tipo la fotografia di un faro, o “Un sosia di Elvis a Udine”) che spargiamo sui tavoli. Ci diamo 10 minuti per trovare delle idee per una commedia. Poi cambiamo tavoli, persone e spunti. Altri 10 minuti per un film drammatico. E infine dieci per lasciare totale libertà di genere.

Alla fine della serata abbiamo un cartellone con i post-it e tredici idee (porterà male?): 6 per commedia, 4 per drammatico e 3 per un genere che definiamo ibrido. Le leggiamo e le commentiamo insieme. 13 idee per dei corti in due ore non sono male. Prima di salutarci, votiamo. Ognuno ha a disposizione 3 punti da dare all’idea che gli piace di più sul cartellone; 2 punti alla seconda e 1 punto per la terza. Escono vincitrici 3 idee con 14, 13 e 9 punti ciascuna. Quale sceglieremo? Non necessariamente quella con più voti. Dobbiamo capire quale può funzionare meglio, quale potremmo realizzare con il nostro budget zero, con quali attori, dove. Ma intanto sappiamo cosa può piacere alla maggioranza del gruppo.

Terzo incontro – 17 febbraio
Partiamo dalle idee trovate nell’appuntamento precedente e le appendiamo letteralmente al soffitto con delle mollette, trascritte su dei fogli, per averle davanti agli occhi. Altre idee sono state aggiunte durante queste due settimane. Quello che vogliamo ottenere è una trama finita (inizio, sviluppo e termine) che sia realizzabile nel modo più efficace possibile con i nostri mezzi. Facciamo quindi il punto della situazione cercando di capire cosa è fattibile e cosa non lo è.

Analizziamo ogni idea, considerandone le potenzialità e soprattutto cercando di trovare un finale per ciascuna, chiarendoci le varie fasi del racconto e proponendo alternative per farle funzionare. Alla fine della serata abbiamo cinque plot completi da sviluppare e trasformare in soggetto. La prossima volta discuteremo i soggetti finiti e cercheremo di capire quale sviluppare.

Terzo incontroQuarto incontro – 2 marzo
Compito per casa era sviluppare sulla carta uno dei soggetti che avevamo stabilito nelle linee guida la volta precedente. Abbiamo prodotto quindi cinque soggetti e valutato per ognuno i punti di forza e la realizzabilità. Ci siamo resi conto che alcuni erano troppo difficili da realizzare e altri sulla carta non rendevano come ci aspettavamo.

Abbiamo anche chiesto la consulenza di una story editor che ci ha aiutato a capire su cosa lavorare. Abbiamo discusso e stabilito che uno di questi soggetti è particolarmente interessante, ma pericoloso per il tema, da affrontare con tatto; un altro è più adatto a un lungometraggio, un altro ancora un po’ debole e infine ci siamo focalizzato su uno particolarmente semplice da realizzare e potenzialmente divertente.

Quinto incontro – 16 marzo
Uno di noi si è preso la responsabilità di scrivere una prima bozza per la sceneggiatura. Ci siamo seduti al tavolo e l’abbiamo letta tutti insieme. Siamo rimasti tutti soddisfatti del ritmo, del tema e del fatto che potrebbe risultare un film divertente. Abbiamo un po’ discusso alcuni elementi pratici e ci siamo resi conto che potremmo girare tutto in interni in due o tre giorni.

Insieme, abbiamo stabilito di sistemare alcuni passaggi narrativi e di aumentare alcune parti, per dare spazio anche ad alcuni attori.

Sesto incontro – 30 marzo
Di fronte a una seconda bozza di sceneggiatura abbiamo riletto il lavoro sistemato. Abbiamo cominciato a pensare a possibili attori, e soprattutto a location che potremmo realizzare. Abbiamo chiesto a ognuno di pensare cosa vorrebbe fare e quale ruolo vorrebbe svolgere all’interno della produzione. Abbiamo trovato sicuramente il nostro regista, uno degli attori, il direttore di produzione e il direttore della fotografia.

04 - CopiaSettimo incontro – 13 aprile
Serata dedicata alla lettura finale della sceneggiatura e ad alcune considerazioni sulla location. Quello che ci serve è un appartamento con cucina e soggiorno perché il corto è fondamentalmente ambientato in queste due stanze. Spargendo la voce, abbiamo trovato alcuni lettori disponibili e facciamo un tavolo di lettura leggendo e commentando la sceneggiatura. Limiamo alcune parti e prendiamo alcune decisioni operative.

Ci muoviamo anche per cercare dei contributi e decidiamo di puntare sul crowd funding. Per farlo dovremo girare un breve video e preparare una descrizione convincente del progetto. Pensiamo di farlo in inglese per ampliare il bacino dei possibili finanziatori e decidiamo quelli che potrebbero i premi per chi ci aiuterà a sviluppare il corto.

Settimo incontro – 27 aprile 
Tempo di discutere gli aspetti più pragmatici e operativi. Abbiamo creato una pagina Facebook per promuovere il gruppo e ragioniamo su come proporre la richiesta di finanziamento sulle piattaforme crowd funding. Continuiamo la ricerca di location, visitiamo alcuni appartamenti durante la settimana e di altri osserviamo le foto e le piantine facendo delle ipotesi.

Discutiamo anche e soprattutto dei ruoli tecnici e degli attori che inevitabilmente cambiano e si definiscono man mano in relazione a disponibilità e attitudini di ognuno. I due cast quindi si compongono progressivamente. I prossimi step saranno concludere il casting, lavorare su story board e piano di produzione. Nel frattempo apportiamo piccole modifiche alla sceneggiatura dovute a motivi pratici.

 

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